Sono particolarmente lieto di aprire questo pomeriggio inaugurale e di notare la grande partecipazione di riminesi che hanno voluto essere presenti ad un evento che si segnala per un così grande e oggettivo rilievo.
Lasciatemi constatare come l’occasione odierna giunga al termine di una settimana ricca di fatti importanti per la città.
Lunedì scorso è stata inaugurata la nuova Residenza Universitaria da 90 posti letto nel restaurato edificio di via Roma che un tempo ospitava il Palace Hotel. Una realizzazione di notevole significato, frutto della cooperazione positiva tra Università di Bologna, Istituzioni pubbliche riminesi e Uni.Rimini, la società di gestione del Polo universitario che ha nella Fondazione Cassa di Risparmio il proprio azionista di maggioranza. È stata data una risposta concreta e di livello al bisogno abitativo degli studenti fuori sede, è stato sanato un edificio fatiscente in pieno centro storico, è stato potenziato il sistema della cosiddetta “cittadella universitaria” che conta ormai una trentina di immobili e che ha rivitalizzato il centro città.
Il giorno successivo, martedì, è stato inaugurato il nuovo reparto di Residenza Sanitaria Assistenziale dell’Istituto Maccolini, che ha potuto realizzare 27 nuovi posti letto modernamente attrezzati, per anziani non autosufficienti, utilizzando gli spazi del contiguo Palazzo Brunelli, messo a disposizione dalla Fondazione Cassa di Risparmio che ne è la proprietaria. Anche qui siamo in presenza di una collaborazione, in questo caso tra privati, che ha permesso di dar vita ad un progetto di grande importanza per il potenziamento della rete di strutture residenziali per anziani nella nostra città. Un progetto che la Fondazione aveva a lungo coltivato e che ha trovato finalmente una convincente e, ritengo, efficace modalità di attuazione.
Infine, ieri, oggi e domani si celebra una “tre giorni”, con l’inaugurazione delle mostre di Linea d’Ombra a Castel Sismondo e a San Marino, che coinvolge un intero territorio nelle sue diverse articolazioni: dagli appassionati d’arte al mondo della scuola, dalle associazioni di categoria agli imprenditori, dagli enti locali alle Fondazioni.
Ho voluto citare questo breve diario della settimana perché dice di una città e di un territorio che se da un lato stanno attraversando una fase critica, segnata dall’emergere di problemi importanti, taluni contingenti, altri strutturali, dall’altro lato hanno al loro interno, in settori diversi, energie e risorse progettuali e realizzative di non poco conto. E sono personalmente convinto che si debba partire da questa constatazione positiva di una “Rimini che c’è”, nonostante e al di là dei problemi, per far crescere una maggiore consapevolezza collettiva ed un’adeguata capacità di affronto delle diverse e gravose questioni che ci si prospettano.
Proprio in questo contesto, mi sembra che l’occasione odierna rappresenti un punto di assoluto rilievo, che entra di diritto nel calendario degli eventi importanti per la nostra comunità.
L’inaugurazione delle tre mostre a Castel Sismondo, organizzate da Linea d’Ombra con il sostegno della nostra Fondazione, costituisce un momento di grande valore artistico e, insieme, una straordinaria opportunità per il nostro territorio.
Non spetta a me entrare nel merito delle mostre, ce ne parlerà direttamente Marco Goldin, che desidero ringraziare per la scelta tematica effettuata e per il grande impegno profuso. Mi limito solo ad anticipare che si tratta di esposizioni ancor più belle, affascinanti e interessanti di quelle dello scorso anno, e questo ci dà la certezza di offrire a tutti – riminesi e non – un servizio culturale di alta qualità e, ci auguriamo, di grande successo.
Mi piace invece ricordare che appena un anno fa eravamo in questo stesso luogo a presentare la mostra sui capolavori del Museo di Boston.
Era una scommessa, sia per la Fondazione che per Goldin. Avevamo, sì, dalla nostra la suggestiva sede di Castel Sismondo ed una tradizione di mostre consolidata, grazie anche al generoso impegno di altri soggetti di questa città, e tuttavia ci si interrogava se Rimini potesse ospitare, con esiti positivi, questo genere di esposizioni.
Ritengo che siamo tutti d’accordo nell’affermare che l’esperimento è pienamente riuscito, e con risultati di gran lunga superiori alle attese.
Sono stati certamente importanti i 190.000 visitatori accorsi – un dato senza dubbio straordinario –, ma forse più rilevante ancora è l’accreditamento di Rimini come città di grandi eventi anche sotto il profilo artistico.
Ciò ha permesso una sorta di “contaminazione” positiva tra la città e il pubblico. Ai visitatori affluiti, Rimini e la sua provincia hanno offerto le mostre a Castel Sismondo e, insieme, tutte le loro ricchezze culturali e d’arte, facendo conoscere storia, monumenti, patrimonio pittorico, bellezze paesaggistiche, tradizioni locali. Al tempo stesso, i riminesi hanno potuto a loro volta fruire di un evento di grande livello che ha contribuito alla crescita culturale della comunità locale.
Credo non sia sfuggito a nessuno come tutto ciò si sia tradotto anche in un grande impatto promozionale e in un indotto economico rilevante per il nostro territorio: le mostre hanno rappresentato, e mi auguro rappresenteranno ulteriormente se sapremo coglierla, una risorsa importante, forse strategica, per Rimini. E di questo non possiamo che essere contenti, specie in una stagione difficile come quella che stiamo tutti attraversando in questi anni.
Concludo con un’ultima annotazione positiva. L’anno che è trascorso dall’inaugurazione della mostra sui capolavori di Boston ha visto un graduale e crescente avvicinamento della città ai progetti di Linea d’Ombra e della Fondazione. La disponibilità e il coinvolgimento del Comune, la collaborazione di associazioni di categoria, l’impegno di un gruppo di imprenditori hanno contribuito a rendere l’idea di una “coralità” che non è soltanto un modo migliore per proporre l’immagine di Rimini verso l’esterno, ma è soprattutto, io credo, la strada per sviluppare – e questo è forse l’aspetto culturale più importante - una diversa e più matura consapevolezza interna alla città e alle sue componenti. Mi auguro che questa “coralità” possa ulteriormente allargarsi ed approfondirsi in futuro, sia riguardo alle mostre di Castel Sismondo, sia rispetto ad altre problematiche rilevanti della città.
Ringrazio quindi, oltre Linea d’Ombra, tutti coloro – soggetti e realtà pubbliche e private del territorio e sponsor – che hanno cooperato alla realizzazione delle mostre che oggi inauguriamo, esprimendo l’auspicio di un nuovo e ancor più grande successo.
scarica il documento in pdf