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News del: 26-04-2018
Approvato il Bilancio Consuntivo 2017 della Fondazione Cassa di Risaprmio di Rimini
Conclusa l'operazione Carim, si guarda al futuro

2017, ANNO DI SVOLTA

Fondazione: approvato il consuntivo – Conclusa l’operazione Carim, si guarda al futuro

 

Rimini, 24 aprile 2018 - Il Consiglio Generale, previo parere favorevole dell’Assemblea dei soci, ha approvato quest’oggi all’unanimità il bilancio consuntivo della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini per l’esercizio 2017. Un anno del tutto particolare nella storia della Fondazione e, più in generale anche di Rimini, poichè ha visto lo svolgimento e la conclusione (il 21 dicembre) dell’operazione straordinaria che ha portato all’acquisizione della controllata Banca Carim (assieme alle Casse di Risparmio di Cesena e di San Miniato) da parte del gruppo francese Credit Agricole.

 

Pur nella consapevolezza e nell’amara constatazione del durissimo sacrificio richiesto agli azionisti, la Fondazione in primis”, ricorda la Presidente, Linda Gemmani, “è stato possibile raggiungere un risultato importante e non scontato, salvaguardando obbligazionisti, affidatari, clienti, dipendenti rispetto alle drammatiche conseguenze che sarebbero scaturite da ipotesi di risoluzione della banca, come purtroppo abbiamo visto accadere altrove”.

 

La messa in sicurezza e le possibilità di rilancio di Carim all’interno di un gruppo bancario solido, dinamico ed in costante crescita rappresenta al tempo stesso un’opportunità di grande interesse per il territorio riminese, nelle sue diverse componenti economiche, imprenditoriali, o semplicemente private, aprendo – anche attraverso il rilancio degli impieghi – nuove possibilità di sviluppo.

 

Seppur l’attenzione sia stata dunque necessariamente rivolta ai temi patrimoniali, tuttavia la Fondazione nel corso del 2017 non ha mancato di perseguire con grande impegno le proprie finalità sociali attraverso l’ attività istituzionale.

 

In tal senso, ha investito 645.000 euro in 22 progetti di rilievo per il territorio di riferimento, sostenendo in particolare – per fare alcuni esempi - il Campus di Rimini dell’Università di Bologna attraverso la società partecipata Uni.Rimini, il Piano Strategico di Rimini e del suo territorio, le attività innovative dell’Associazione Nuove idee, nuove imprese e di Innovation Square, il welfare locale soprattutto in tema di accoglienza dei bisogni primari tramite il lavoro della Caritas e della mensa dell’Opera Sant’Antonio. Ossia, interventi su asset per così dire strategici per l’ambito riminese in senso lato, data la loro valenza, pur a diverso livello, di moltiplicatori sociali.

 

Il livello delle risorse disponibili per l’attività istituzionale ed erogativa è stato certamente inferiore rispetto agli esercizi precedenti, a seguito della progressiva diminuzione dei ricavi nel tempo dovuta alla crisi della Cassa di Risparmio. Tuttavia la Fondazione non ha mancato di svolgere il proprio positivo ruolo sul territorio, sia come protagonista di interventi diretti, sia come partner di altri soggetti locali. La stessa scelta, perfezionata a metà 2017, di restituire al Comune, che ne è proprietario, Castel Sismondo dopo 18 anni di assai positiva sperimentazione gestionale e di grande avviamento che ha apportato notevoli benefici a tutto il centro storico di Rimini, testimonia di una volontà e disponibilità collaborativa che appare oggi sempre più indispensabile per creare sinergie e nuovi percorsi di cambiamento e di crescita.

 

Ora la Fondazione, girata la boa della soluzione dei problemi di Banca Carim, è chiamata a ridefinire il proprio profilo; sarà necessario attraversare un periodo di transizione e di riflessione  utile tuttavia ad individuare i tratti di una nuova prospettiva. Sempre e comunque, come fino ad ora, al servizio del territorio e delle comunità dell’area riminese. 




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