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Ha chiuso i battenti un evento di notevole successo che ha riportato all’attenzione un secolo di grande interesse

Rimini, 29 Giugno 2004

ha chiuso i battenti domenica 27 giugno, presso Castel Sismondo, la mostra “Seicento inquieto. Arte e cultura a Rimini tra Cagnacci e Guercino”, promossa e realizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini.

Inaugurata il 27 marzo scorso, la mostra ha tagliato il traguardo dei 30.000 visitatori, un numero di grande rilievo anche per la sua composizione, poiché comprende una percentuale molto elevata di persone provenienti da fuori provincia. Ciò vuol dire che l’evento ha esercitato una significativa capacità di attrazione, specialmente presso il pubblico degli appassionati di arte e di storia.

Vanno segnalate in questo senso, tra le altre, le visite di Nicholas Turner, del British Museum di Londra, di Eric Schleier, del Museo di Berlino, della delegazione di ministri europei in visita a Rimini nei mesi scorsi, di critici come Philip Daverio (che ha realizzato un ampio servizio per la trasmissione Passpartout di Rai3), dei giornalisti della rete televisiva pubblica tedesca (per la preparazione di un programma culturale), di personaggi come Lucio Dalla.

Il successo dell’iniziativa conferma ulteriormente lo spazio che Rimini ha saputo ritagliarsi in questi anni nel settore delle grandi esposizioni. È un aspetto di crescente interesse, che offre un contributo importante all’affermazione di una immagine più ampia, ricca e articolata della città e della sua capacità di proposta

Nello stesso tempo, “Seicento inquieto”, con le sue 330 testimonianze d’epoca, tra cui 150 opere d’arte (delle quali 29 restaurate e ripulite per l’occasione a cura della Fondazione), ha rappresentato anche un momento di significativo recupero di consapevolezza storico-artistica riguardo ad un secolo tra i più interessanti della lunga vita di Rimini. In tal senso, la mostra si è idealmente collegata con altre organizzate in precedenza ed aventi come contenuto la valorizzazione di periodi rilevanti della storia locale, come nel caso del Trecento e della Signoria dei Malatesta, per citare gli esempi maggiori. Un modo per far conoscere e rilanciare, dentro e fuori Rimini, la ricchezza di un patrimonio culturale incrementatosi nel corso dei secoli, custode degli elementi di identità della comunità riminese.

Va, in questo contesto, sottolineato anche il ruolo di sempre maggior rilievo che sta assumendo Castel Sismondo. Restaurata in soli due anni e mezzo, inaugurata nel marzo 2001 con l’esposizione dedicata a Sigismondo Pandolfo, la quattrocentesca rocca malatestiana ha finora ospitato 5 grandi mostre ed altri importanti appuntamenti culturali, caratterizzandosi come nuovo e qualificato punto di incontro e di riferimento nel centro storico di Rimini; una sorta di ‘riscoperta’ che i riminesi vanno gradualmente compiendo e che sta pian piano portando nuova linfa a tutta l’area compresa tra piazza Cavour e la vecchia circonvallazione.

Un piccolo ma indicativo esempio di questo cambiamento viene anche dall’apprezzamento che ha riscosso l’iniziativa dei promotori della mostra di offrire ai visitatori nei giorni di venerdì e sabato l’aperitivo unitamente alla visita espositiva: un modo, in fondo, di darsi appuntamento e ritrovarsi al Castello quale luogo pienamente recuperato alla vita e ai flussi che interessano il centro città, come dimostra anche la disponibilità dei bar (Caffè Cavour, Byos Caffè, Yerba Buena, Taverna della Vecchia Pescheria) che si sono alternati nella proposta degli aperitivi.

Nell’insieme, una manifestazione di grande interesse che stimola la Fondazione e Rimini a proseguire sulla strada dell’approfondimento e della proposizione di ulteriori opportunità culturali.

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Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini