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Note e curiosità su di una mostra che ha riportato Rimini al centro dell’interesse nel mondo artistico e culturale

Rimini, 29 Giugno 2004

hLa mostra “Seicento inquieto. Arte e cultura a Rimini tra Cagnacci e Guercino”, è stata promossa e realizzata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini, nell’ambito dei progetti di riscoperta e valorizzazione della storia e dell’arte del territorio attraverso i secoli.

Curatori scientifici dell’esposizione sono stati: Jadranka Bentini (Soprintendente per i Beni Artistici e Storici di Bologna), Antonio Paolucci (Soprintendente Regionale della Toscana), Andrea Emiliani (Presidente dell’Accademia Clementina), Pier Giorgio Pasini (studioso e storico dell’arte), Angelo Mazza (Ispettore della Soprintendenza di Modena), Enzo Pruccoli (studioso, in rappresentanza della Fondazione Cassa di Risparmio). La realizzazione è stata coordinata da Nadia Canini.

Notevole interesse ha suscitato il catalogo della mostra, pubblicato da Federico Motta Editore; un testo che, in oltre 260 pagine, ha riportato e recensito dipinti, oggetti, documenti che rendono un’immagine pressochè completa della vita culturale e artistica nel seicento a Rimini e dintorni. Ai visitatori è stato inoltre proposto il servizio documentario in dvd realizzato dalla società Ates Video contenente una panoramica completa della mostra.

Di particolare significato anche l’opera di restauro, manutenzione e conservazione svolta dal laboratorio di Adele Pompili, su incarico della Fondazione, nei confronti di 29 opere poi presentate in mostra. Tele seicentesche provenienti da edifici pubblici, privati e di culto, fra cui il Museo della Città di Rimini, la Confraternita di S. Girolamo, le Chiese di S. Giovanni Battista, S. Giuliano, S. Maria Annunziata, S. Fortunato.

Tra le curiosità va annotato che oltre l’80% del pubblico della mostra si è servito di guide o di audioguide, a dimostrazione del fatto che tende a diminuire la visita cosiddetta generica e ad aumentare l’interesse effettivo al contenuto proposto.

“Seicento inquieto” (titolo risultato peraltro piuttosto accattivante) ha registrato molto interesse anche sui media. Al momento, ammontano ad oltre 450 gli articoli e i servizi apparsi su quotidiani, riviste, periodici e mezzi radiotelevisivi locali e nazionali. Un risultato di grande rilievo non solo per l’esposizione ma per tutta Rimini.

La mostra ha occupato tutti gli spazi di Castel Sismondo, con riguardo sia alla parte centrale del Mastio che all’Ala di Isotta, consentendo quindi al pubblico di effettuare, assieme alla visita espositiva, anche un suggestivo e completo percorso all’interno della quattrocentesca rocca malatestiana, che si è dimostrata ancora una volta splendido e funzionale contenitore di eventi culturali.

Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini